LIBERO ARBITRIO | Aria nei capelli
19 agosto 2008
Forse da oggi voleremo su piccioni. Almeno diventeremo un paese cool, dato che il verde è di moda.La realtà è che Alitalia sta morendo e tutti si stanno tirando le colpe dietro, forse nella speranza che prima o poi qualcuno alzi la mano, prenda con sé la croce e si addossi le colpe.
Le colpe per innumerevoli anni di sbando, dove la compagnia di bandiera ha vissuto in uno stato di disperato accanimento terapeutico. La realtà vede molti responsabili, in parti più o meno significative, governi di ieri e oggi, sindacati di ieri e oggi, lavoratori eccetera.
Detto questo, è triste osservare che, ancora una volta, il governo non sia in grado di prendersi le responsabilità di un'operazione che ha scontentato molti e ha ricevuto parecchie critiche, al punto da portare i lavoratori a rischio alla festa dopo la fine delle trattative (pensavo di aver visto tutto nella vita: se perfino loro esultano....). E che addossa le colpe alla sinistra, rea di sperare in una conclusione negativa.
Ammesso che sia vero, qui si dimentica qualcosa. Nel famoso gioco “dimentica il passato” molto si cancella: il Berlusconi che auspica il fallimento della trattativa con AirFrance nel nome “dell'italianità”; la promessa prima delle elezioni di una misteriosa e segreta cordata italiana per rilevarla; di Roberto Maroni, reo confesso di tifo avverso al matrimonio con Airfrance? (dichiarazione pescata in questo articolo su Corriere.it http://www.corriere.it/economia/08_aprile_02/alitalia_salta_tavolo_trattativa_airfrance_sindacati_019aed5e-00d9-11dd-aec1-00144f486ba6.shtml ). Il classico triste e falso gioco delle parti.
Perché l'Italia deve accollarsi i debiti e Colaninno prendersi solo la parte sana della compagnia aerea? Per quale motivo AirFrance, che era disposta a risanare e prendere su di sé tutti i debiti, era “il male”? Perché Alitalia veniva inglobata in un grande gruppo mondiale, costretta a perdere qualche cosa: solo nelle favole chi compra una società in crisi accetta di mettersi al servizio di chi vende.
Il pensar male non fa onore: non è che Alitalia ad AirFrance significava la fine dell'era di controllo pazzo sul gruppo?
In tutto questo contrario di tutto, in tutto questo vorticoso clima di reazioni opposte a quelle tenute dalle stesse persone 5 mesi orsono in una situazione analoga, gli unici che avevano il dovere di non aprire bocca, in questi giorni, sembrano essere i sindacati. Non discuto il merito della non firma (non saprei giudicare in effetti):discuto il diritto di opporsi. Il sindacato ha il diritto (da un certo punto di vista, in certe condizioni, il dovere) di rifiutare un accordo che non ritiene vantaggioso (e le proteste continue hanno avvallato, se non altro in parte, questo scenario) così come Berlusconi lo ha avuto di osteggiare la conclusione della trattativa con AirFrance.
Se, al contrario, mi spiegate la differenza tra le due condotte, cercherò di capire il collegamento che mi manca. Ma sono sicuro che non ci riuscirete.
Ci rimetteranno solo i lavoratori e i cittadini. Questa è l'unica costante della storia, questo non cambia veramente mai: come un caldo scenario, in loop.



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