POLITIKO | Sentimenti


26 aprile 2010
Aaaah, l’amore: quel tumulto nel cuore, i pensieri che viaggiano senza meta, lo stomaco a farfalle, la commozione ad ogni foto e ad ogni frase tenera.
Il problema che attanaglia ogni innamorato è la caducità: l’amore è volubile, si stanca e cade, finendo tra i ricordi. E lascia nostalgia e un buco nell’anima per ogni perdita di un certo peso specifico.
E la fine di un amore lascia spesso un suo effetto anche negli occhi di chi osserva, magari distratto dal caffè, le cronache della rottura su un giornale.
Questa è la storia di un amore finito, la storia di una coppia di uomini che hanno avuto il coraggio di amare l’Italia: Silvio a Gianfranco, Berlusconi e Fini, non hanno retto le tensioni che la relazione porta con sé. Uno forse se ne andrà di casa e guarderà al suo nuovo futuro, con il sospetto del tradimento; l’altro cercherà di farsi forza con i suoi amici verdi che amano l’Italia quanto io amo la Volkswagen: si troverà forse davanti ad uno specchio a ripensare alla nostalgia di tutti i bei momenti vissuti e, ora, quasi scoloriti.
E’ la storia di un amante tradito, in fondo: e forse è solo una conseguenza dell’amore. Di quell’amore, di quel troppo amore che è l’emblema stesso del partito dell’amore che volgarmente chiamano Pdl.
La gente comune, che beve il caffè mentre legge il giornale, nei nostri tempi potrebbe persino commuoversi e perdonare tutto.
Come sempre.
Viva l’amore! 


(vignetta di Vauro)

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