LIBERO ARBITRIO | Innovazioni culturali


20 aprile 2010
L'autogol è beffardamente ironico. Un gesto storto ti può far abbracciare la sconfitta. Beffardo perché, appunto, non voluto: una pagina da maidiregol dei tempi belli, da raccontare nelle serate in cui si ha voglia di prendersi a ridere.
Tutte le cose, la Terra stessa, è in una continua evoluzione. A maggior ragione il pensiero e le abitudini di vita cambiano, si distruggono e vengono ricostruite. Non a caso è iniziato il decennio che osserverà il trionfo della società faccialibro, delle twitterate e famiglia. E tutto si adegua, giustamente, al cambiamento del costume, per rimanere in sintonia con la società e per sfruttare le nuove possibilità che la tecnologia offre (e offrirà).
Bene: questa broda di indagine sociologica da due soldi che c'azzecca con l'autogol (vi chiederete voi)?
C'azzecca perché l'evoluzione ha visto nascere una nuova variante di gol lesionista: il masogol.
Il masogol è un autogol consapevole: voglio farmi del male e forse mi diverto pure (alè).
Nella storia è dalla cultura che arrivano le innovazioni del pensiero, si può dire dall'informazione: anche il masogol nasce da lì. Nasce da un'idea del Tg1.
Il Tg1, con ancora direttore Riotta, decide di aprire la pagina ufficiale su Facebook: e fin qui...
Poi si sa cosa è successo in questo ultimo periodo:Minzolini direttore, le polemiche sullo scadimento della prima fonte di informazione italiana, ormai del tutto simile a Studio Aperto, che è tutto dire, e blablabla.
Fatto è che, oggi, la pagina ufficiale del Tg1 è caratterizzata da un sequenza incredibile di insulti, critiche, prese per il sedere, come evidenziato benissimo da "Il Fatto".
Quasi da non capire il perché di tutto questo. Ma il motivo è lo scatto culturale che rinnova l'autogol e lo porta ad uno slancio di consapevolezza: è il masogol.
Tra 20 anni, quando il masogol sarà lo specchio della società, ci ricorderemo del Tg1 e lo ringrazieremo.

l'AnteFatto.it | Pronto, Tg1? 

   

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