LIBERO ARBITRIO | Relazioni difficili




5 maggio 2010
Auguri Italia: sono 150 anni, portati benino. Per merito soprattutto della storia e della cultura che ti caratterizza.
L’Italia vive, esiste da tutto questo tempo, mentre gli italiani vivacchiano, se ne fregano, credono più urgente riempirsi le tasche di soldi e fatti propri.
Gli italiani non amano l’Italia: provano al più qualche pulsione  nell’ora del Mondiale di calcio, al limite dell’Olimpiade. Come un amante egoista che due volte ogni quattro anni esce dal guscio e si re-innamora per un mesetto.
L’italiano non si preoccupa di un paese che non riesce a cambiare, in niente, mai, da almeno 20 anni (potrei essere stato buono, ma la mia età anagrafica non ha molto margine in più): ascolta distrattamente, legge distrattamente, si informa, forse, molto distrattamente.
Fa spallucce di fronte a tutti gli scandali e le assurdità che la classe politica propina a vantaggio dei soli, propri interessi: uccidere la giustizia, la libertà di stampa, tangenti, puttane, mercedes, case, ruberie varie, figuracce internazionali, battute di dubbio gusto, risate alle 3.32 durante un terremoto, bugie, parole dette e rimangiate, papi, banche, telecom, minacce, mafia, protezione civile grandi opere, favori e favorini,  ricchi premi e fama in tivvì.
In questi ultimi due anni si è parlato solo di giustizia e di leggi evidentemente ad personam (e senza nemmeno usare malizia: il “legittimo impedimento vale per poche cariche. Più ad personam di così…), di processi brevi e lodi Alfano. Si è parlato di altro? Si, intendo escludere le puttane dall’elenco…
Il non cambiamento è legato al dormiveglia dell’italiano, che sceglie di disinteressarsi o di rimanere a distanza di sicurezza, si accontenta di ipnotizzarsi davanti ai reality e al marciume che gira in tivvì, e si accontenta di ascoltare il Tg1 parlare di assoluzioni fasulle.
Non si pone problemi quando chi governa osserva con fastidio quel tricolore che oggi festeggia i 150 anni: “Unità d’Italia? Una ricorrenza inutile, ci vado se me lo chiede Napolitano…”, firmato Umberto Bossi, Ministro della Repubblica Italiana. Un paese normale, con amor proprio si sarebbe rivoltato e ne avrebbe chiesto le dimissioni.
Se, appunto, ci fosse amore….
Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta. E gli italiani?

(vignetta Altan)

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