POLITIKO | Eroica rinunzia













24 maggio 2010
Eroismo è una parola che va usata con cautela. E' la vetta dell'agire umano, è il picco che coincide con il rifiuto del proprio interesse e dei propri bisogni a favore del bene e delle esigenze di tutti.
Una sorta di ascetismo.
Quindi non si può andare a cuor leggero e, al contrario, è ben più saggio riempirsi le scarpe di piombo prima di far muovere le labbra  per pronunciare quelle lettere, secondo quella successione.
Io, oggi, 24 maggio 2010, prendo questa responsabilità e metto in fila quelle lettere, col giusto accento e lo affermo convinto: e r o i s m o!
Non ve ne siete accorti, lo capisco, l'eroe passa inosservato, nascosto nell'ombra: in fondo è quello che vuole; io voglio fare la mia parte nel gioco e ridare luce.
Dare luce a questi eroi che si apprestano a segarsi il 5% -  si avete capito bene, non siete preda di allucinazioni...il 5%! - del loro stipendio: i nostri fedeli parlamentari.
La prova provata di un interesse non particolare ma generale (eroismo, appunto): il loro male per il benessere di tanti.
Pensate: si priveranno di patrimoni oscillanti tra i 500 e gli 800 euro mensili circa sulla miseria di 15.000 euro, in media...sempre mensili....a cui aggiungere altri fastidiosi vantaggi, dalle brutte auto blu, agli inefficienti treni gratis....
Immaginate la gioia dei disoccupati, di chi non arriva a 1000 euro al mese, nel leggere queste notizie nascoste dalla propaganda comunista: la gratitudine verso questi martiri non ha descrizione umana che ne riassuma e ne esalti la gloria.
La loro statura morale e sociale da sola giustifica uno stipendio del 40% più alto dei colleghi europei a cui manca lo scatto del gesto eroico, a cui manca lo slancio della storia.
L'Italia dell'arte, della cultura, della pizza e del mandolino, è anche l'Italia di un parlamento pieno di veri e propri eroi. Ave!
(vignetta Altan | immagini tratte da AnteFatto.it)

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