SCHERMI ACCESI | Edilizia cinematografica
19 maggio 2010
L'aspetto più divertente è che il capo continua, senza nemmeno porsi il problema del ridicolo, a spergiurare sulla libertà di stampa italiana. Una specie di paradiso libertino dell'informazione. Quando nella realtà rimangono ancora pochi fortini, duri a morire (anche se intanto Santoro ha rescisso consensualmente il suo contratto con la Rai, dove rimarrà come collaboratore esterno....attendiamo novità) di fronte a campagne che li disegnano come boia del Presidente del Consiglio e della sua squadra (e alla manifestazione dell'Amore cori e striscioni chiedevano la testa, e non in senso figurato, di Travaglio, Santoro e company...).In questo clima non sorprende mettersi davanti a "Draquila" e osservarlo come un oggetto alieno capitato per caso agli occhi italiani. Perché la situazione post-terremoto aquilana lì raccontata non è certo quella del TgMinzo e fratelli. E' il racconto di una desolante, passatemi il termine, presa per il culo: è il solito balletto di soldi mangiati e di propaganda senza limite.
L'Aquila non esiste più. Il centro storico, l'arte, la cultura della città sono sepolte dalle macerie, tolte dai cittadini, costretti con la forza a prendere possesso della loro città fantasma. Città trasferita nelle New Town, esempio grandioso di edilizia di propaganda: poco importa se moltissime case oggi in abbandono potevano essere rimesse a nuovo in tempi brevi con risorse nettamente inferiori; poco importa se questa New Town è una cattedrale del deserto, dove dovranno nascere servizi, oggi inesistenti, pagati..da chi?; poco importa se molte persone sono costrette a vivere in alberghi lontano da casa; poco importa se gli aquilani non possono decidere come riportare in vita la loro città, con decisioni inderogabilmente prese dall'alto. E via di questo passo.
"Draquila" racconta questo, dà voce a chi non ne ha: e lo fa attraverso gli aquilani e la loro verità.
La verità reale, quella vissuta, nelle ossa, nello spirito. Nelle ferite.
E' un esempio di pensiero: raccoglie delle idee, dei fatti, delle opinioni per costruire una tesi. Condivisibile o meno: ma la libertà è quella di poter scegliere di considerare un'informazione una montatura o uno specchio della realtà.
Chi guarda "Draquila" potrà scegliere di credere o meno a quei fatti e a quella realtà.
Senza "Draquila" quella realtà non sarebbe esistita per l'informazione italiana.
Solo per questo è un capolavoro.
(vignetta Vauro)




0 commenti:
Posta un commento