POLITIKO | Conti che non tornano
28 Giugno 2010
C’è qualcosa che non torna.Silvio Berlusconi ha tuonato nel boomerang Scajola contro i furbetti, gli inquisiti e i corruttibili. Si è travestito da giudice promettendo di stanare queste mele marce e di provvedere a farle cadere dai rami del Pdl. Con giustizia, con fermezza, con risolutezza. Oste, sembrava il corpo di Silvio con il cervello e l’anima di Di Pietro.
Silvio Berlusconi ha tuonato dai palchi dalla campagna elettorale 2008 in poi contro gli sprechi, contro il costo della politica. Via le province. Taglio netto agli stipendi. Riduzione dei parlamentari. Quante belle parole. Parole, poi la crisi ha reso necessario un taglio da eroi del 10%. Come già scritto un’azione da lacrime (di pena). Ma è il viatico all’austerity e all’eliminazione delle cariche e degli incarichi inutili, scaldapoltrone, doppioni e mangiasoldi.
Eppure c’è qualcosa che non torna.
Non torna minimamente.
Perché dopo queste ennesime parole perse nell’inquinamento di periferia arriva Brancher.
Come volevasi dimostrare.
(vignetta Natangelo)
(vignetta Natangelo)




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