LIBERO ARBITRIO | Brutti anniversari


20 luglio 2010
Nel preistorico (ormai) 1993 i Litfiba uscivano con un disco violento tanto nel suono quanto nelle parole. Anzi: in modo particolare nelle parole. "Terremoto" raccontava la deriva italiana post-tangentopoli, tra P2, puttane di stato, infiltrazioni ecclesiastiche, avidità di potere e di dinero, mafia e corruzione. Un bel traguardo per un paese civile.
Non ho ripescato dal tempo questo disco per fare un favore a Piero e Ghigo: l'ho fatto perché questo disco che raccontava l'Italia del 1993 racconta anche l'Italia del 2010. Ed è sconcertante.
Non è cambiato assolutamente nulla. Vado oltre: la situazione è molto più tragicamente nefasta.
Abbiamo scoperto una nuova tangentopoli, dove non è più il partito ad essere il principale fruitore delle ruberie ma il politico: un livello di marcio più sotto. E non solo: è dilagato il ricorso a favori di ogni genere, mandando a puttane (frase non a caso) il decoro. Il decoro di chi dovrebbe farsene un vanto. Ma del resto la classe politica è sempre quella, quella di 17 anni fa: ci sono scampati alle forche post 92 o cavalli di ritorno. Con i seggi di Montecitorio e Palazzo Madama ormai a forma dei deputati/senatori, fedeli da anni al loro non-lavoro (perché non dovrebbe essere un lavoro, il politico  e la politica).
Abbiamo scoperto da poco che la P2 non è mica morta: l'abbiamo ribattezzata P3 in onore della mamma e dentro ci troviamo tutto, magistrati, politici, Cesari.
La mafia? Ha conquistato il nord, è una delle principali industrie del paese, ha legami più o meno scoperchiati con lo Stato. Con parlamentari condannati per reati legati alla mafia seduti in parlamento, e perchè no, in commissione antimafia.
La chiesa continua a interferire su cose che non dovrebbero essere il suo pane quotidiano, e a casa Vespa tra Berlusconi, Casini e Draghi siede il cardinal Bertone. Mentre sulla pedofilia non si è fatto nulla finché non è stato più possibile nascondere il dito.
Sarebbe bello se fossimo in una macchina del tempo che, in loop, ci riporta all'inizio: basterebbe un pulsante per andare finalmente avanti. Ma non è cosa per noi: noi cadiamo, ci rialziamo, facciamo cenno col capo per dire di aver imparato la lezione.
Poi sputiamo allegramente sopra la lezione e ci crogioliamo nella nostra furbizia.
Dei veri geni.

1 commenti:

- 20/07/10, 21:36  

"Indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione di denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con gli industriali, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità delle stragi di Milano, Brescia e Bologna (almeno in quanto colpevole incapacità di punirne gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell'Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani, responsabilità della condizione, come si usa dire, paurosa, delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell'abbandono delle campagne, responsabilità dell'esplosione della cultura di massa dei mass-media, responsabilità del decadimento della Chiesa, e infine, oltre tutto il resto, magari anche distribuzione borbonica di cariche pubbliche ad adulatori".
(Pier Paolo Pasolini, Corriere della sera del 24 agosto 1975. In questa lettera Pasolini denuncia le colpe della Dc dell'epoca)

Non cambierà mai nulla in quest'Italia di merda.