LIBERO ARBITRIO | Economie ambientali
6 luglio 2010
La marea nera che ha colpito l'ambiente ha un solo pregio, per così dire: come uno snodo, rivela la strada migliore. Un segnale. Una lampadina, alla Archimede.I problemi di inquinamento della vecchia Terra sono un riflesso del petrolio&co e la palla su cui viviamo potrà effettivamente respirare quando la sorte dei dinosauri toccherà ai combustibili fossili.
Il secondo successivo all'ultima goccia di petrolio (e all'ultimo pezzetto di carbone) sarà già il primo della nuova era: si racconta, snocciolando dati su dati, di come gli amici fossili siano la salvezza dell'umanità, ad oggi. L'unico bastone per l'attività umana.
Ma io, che sono bastardello, non mi fido. Non mi fido per la stessa identica ragione di ogni attività umana: il dinero. Il soldo che tanto luccica negli occhi, nel cervello, nel cuore.
Parliamo chiaro: chi ha interesse oggi a rinunciare al petrolio? Esatto: nessuno. O meglio: nessuno di coloro che guidano l'economia, non certo noi poveri mendicanti. L'economia mondiale è trainata dall'oro nero, la vera droga dei continenti.
La disintossicazione dovrebbe transitare dal coraggio di fare un netto salto in avanti. Strade spianata alle fonti rinnovabili, in modo deciso, facendo leva sul solito luccichio: deve essere vantaggioso in maniera tale da diventare necessario. Un "male" forzato.
Siamo davvero sicuri che quello che frena la fine dell'era del petrolio siano difficoltà tecniche, mancata autosufficienza delle fonti rinnovabili? Potrebbe, certo.
Ma io, come dicevo, sono subdolo, cattivo e maldicente: se il soldo luccicasse dalla parte opposta....beh, sarei curioso di vedere l'improvviso fiorire di alberi solari... e la marea nera sarebbe solo il sequel di Blob.




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