POLITIKO | Pensiero stagionale
29 maggio 2011
Scusate tutti e scusate tanto, il buon vecchio blog è rimasto impolverato, da troppo tempo. Con la primavera è il momento di far prendere un po’ d’aria. Del resto come si dice sovente a primavera rinasce la natura, la vita si riprende un po’ di colore. Un’ overdose di fiducia e ottimismo. Fosse vero, allora potremmo assistere ad un primo disarcionamento dell’attuale stato delle cose: Milano e Napoli hanno la possibilità di dare al vento la giusta brezza. E la questione non è un concetto di sinistra e destra, è un riprendere un discorso che si è interrotto da troppo tempo nello Stivale: quello della politica e del suo parlare di problemi di 56.000.000 di italiani. Siamo fermi a chiacchierare e a saturarci del problema di uno ( e trino?). Qui nel nostro pollaio accogliente se ne è parlato tanto, ma questa droga non accenna a diminuire di diffusione e IL problema dell’Italia, il fardello che ricopre tutto, è la giustizia di giudici comunisti, con i capelli rossi, i martelli e le falci come portachiavi, il libro di Marx sul comodino e bersaglio e freccette a forma di Silvio. La disoccupazione? C’è tempo; ricerca e innovazione? C’è tempo; un piano energetico nazionale? C’è tempo; previdenza sociale? C’è tempo; sanità? C’è tempo; grandi opere? C’è tempo….ora c’è un tempo, è quello di una primavera che può scuotere un paese che non si ricorda più l’utilizzo del prosciutto, finendo per metterlo sugli occhi.
Buona primavera.
(vignetta Natangelo)
(vignetta Natangelo)




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