POLITIKO | Addii
12 novembre 2011
Speriamo che l’araba fenice sia solo una leggenda. O almeno che non sia applicabile a queste latitudini. Mentre osserviamo la fine dell’era berlusconiana, ricordiamoci di guardare attorno, assicurandoci che non rifaccia capolino, a sorpresa: il buon vecchio Trap sa bene che il gatto è bene metterlo prima nel sacco e poi esultare.
Lo stivale ha il tacco praticamente spezzato e abbiamo avuto un calzolaio, in combutta con i suoi garzoni, che fino a pochi mesi fa negava la crisi, preoccupandosi più di scovare comunisti che antidoti efficaci. Niente di diverso dal modus operandi del governo Berlusconi (non dico ultimo per i motivi detti inizialmente) che esordiva nell’ormai lontano 2008, forte della più grande maggioranza e coesione delle ultime legislature: col senno di poi, un ottimo motivo per smascherare le false promesse che accompagnano la sua discesa in campo dal lontano 1994. E in questi 3 anni si è parlato di tanto, ma poco dell’Italia: si è parlato molto di lui, dei suoi processi, delle sue escort, dei suoi bunga bunga, delle sue barzellette. Fino a diventare una barzelletta noi, per la comunità internazionale. Queste dimissioni sembrano essere state accolte come un nuovo 25 aprile: ma non in Italia, all’estero. I risolini della Merkel, il peso italiano in Europa azzerato: sono prove dello zero affianco alla casella “affidabilità e considerazione dell’Italia” a livello internazionale.
Il primo ha abdicato (sempre tenendo a mente il Trap). Ed era il più grosso. Ora bisogna completare la pulizia e portare anche qualche idea in Parlamento e non mestieranti.
Nel frattempo, un favore da parte di tutti: cerchiamo di lasciare qualche posto nei ristoranti. Almeno lasciamo questa gioia a chi ha deciso di appendere lo scranno al chiodo.
vignetta Vauro
vignetta Vauro




0 commenti:
Posta un commento